– Ecco l’ora che dal mare… –

– Ecco l’ora che dal mare… –

Ecco l’ora che dal mare
mentre verso l’alto s’avvia
lucente la medaglia del mattino
si rivolge al paese intero
da un podio d’Appennino
e riluce, riluce, fermamente risplende
predilige lo schianto sulle zolle crespe
o mischiarsi nei vapori delle valli
confondersi tra pensieri di fumo
rimbalzare solennemente sui tralicci
declinare di rosso sulle tegole mosse
prendere il calore dalle finestre.
Ed essere me stesso dentro ogni balzo
di questa scorrevole beatitudine di terra
dentro lo sguardo che accorre
come in una vera raccolta di umane pose
o di sconosciute rose.

Agostino Peloso, novembre 2017

– Nella notte dell’autunno… –

– Nella notte dell’autunno… –

Nella notte dell’autunno
superba sulle palpebre è la forza
che preme e che fa di manchevolezza
la propria bellezza, la sua sublime virtù
e viene a noi per togliere il di più
portando d’oscurità, di silenzio e di vuoto
e di pausa, l’aria quasi incolore che di netto
al vasto patto di grafite in cielo, s’annette.
E pure qui, vi riesce
in questo estremo punto di vertigine
in cui capita talvolta di ritrovarsi
nel bel mezzo
della ferma eternità dell’attimo.

Agostino Peloso, ottobre 2017