A te, inesaudita voce
del giorno d’inverno
che vieni e raggeli
la mira, i rami
i mari remoti d’un ricordo
così d’improvviso
mondo mattino di luci
che tu sappia disfarti
abitacolo d’abitudini
d’inconosciute solitudini.

Agostino Peloso, gennaio 2018

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