Nella notte dell’autunno
superba sulle palpebre è la forza
che preme e che fa di manchevolezza
la propria bellezza, la sua sublime virtù
e viene a noi per togliere il di più
portando d’oscurità, di silenzio e di vuoto
e di pausa, l’aria quasi incolore che di netto
al vasto patto di grafite in cielo, s’annette.
E pure qui, vi riesce
in questo estremo punto di vertigine
in cui capita talvolta di ritrovarsi
nel bel mezzo
della ferma eternità dell’attimo.

Agostino Peloso, ottobre 2017

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