Ascolta, c’è sempre
nell’imminenza della tempesta
un’inquietudine che diserta la testa
il sopraggiungere intento di pace
la vocazione odorosa di pioggia
che irrompe nel fiato
come un bacio inatteso – o d’attesa.
Vedessi che squarci
nella bolgia dell’aria che pesa
e schiamazza d’asfalto bagnato
di colpo s’arresta il silenzio
non lascia che un passo
compiuto in un piccolo lasso
di fragore dal cielo
quel cielo che addita la terra di luce
nel culmine di un furibondo litigio
a lei di nuovo si ricuce.

Agostino Peloso, Roma 7 settembre 2017

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